L’acciaieria Azovstal è diventata la “priorità numero uno” per la leadership politica e militare ucraina. Questo è quanto affermato dal ministro della Difesa Yuriy Sak al programma Today di Radio 4 della Bbc, sottolineando che gli sforzi si sono concentrati sulla difesa del vasto complesso industriale e su ulteriori evacuazioni. Azovstal è l’ultimo baluardo della resistenza ucraina nella città portuale strategica di Mariupol, che secondo Sak è diventata il “cuore” della guerra.

Gli attacchi della Russia però sono ripartiti e non si sarebbero fermati per tutta la notte. “A partire da ora se c’e’ un inferno nel mondo e’ ad Azovstal. Gli ultimi 11 chilometri quadrati di liberta’ a Mariupol sono stati trasformati in un inferno”, queste le parole di un consigliere del sindaco della citta’ Petro Andriushchenko, citato dalla Cnn. Ha spiegato che “intensi attacchi sull’acciaieria non si sono fermati per tutta la notte e stanno continuando. “Assalto senza sosta, anche di notte con la regolazione del fuoco dei droni. In alcune zone, le ostilita’ sono gia’ oltre la recinzione dello stabilimento”, ha detto, aggiungendo che le zone residenziali vicine all’impianto hanno dovuto evacuare urgentemente da sole senza preavviso.

Anche le autorità di Kiev hanno parlato di una ripresa degli attacchi: “Con il sostegno dell’aviazione, la Russia ha ripreso l’offensiva per controllare Azovstal”. Comunicazione che arriva proprio mentre si dovrebbe discutere un cessate il fuoco da parte di Mosca. Un comandante del battaglione Azov ha detto ieri che le truppe russe sono entrate all’interno dell’acciaieria e che sono in corso “combattimenti sanguinosi”. “La situazione e’ estremamente difficile ma nonostante tutto continuiamo a combattere e resistiamo”, ha aggiunto il comandante.

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