L'assedio di Kiev

Continua la guerra in Ucraina senza esclusione di colpi, dentro e fuori il Paese. Il presidente ucraino Zelensky si appella al popolo affinché non deponga le armi e difenda Kiev assicurando che i Russi “sono ancora qui” e che a breve “arriveranno le armi dai partner” anche europei.

L’assedio di Kiev

Ma mentre Zelensky incita alla resistenza via Twitter, dicendo di aver ricevuto rassicurazioni sugli aiuti anche dal presidente francese Macron, parte l’allarme di un nuovo raid aereo nella capitale e il bilancio si aggrava.

Secondo il portavoce del ministero della Difesa russo, Konashenkov, durante la notte sono stati colpiti ‘821 infrastrutture militari ucraine, di cui 14 piste di atterraggio militari, 19 centri di controllo e nodi di comunicazione, 24 sistemi di difesa aerea missilistica S-300 e Osa, 48 stazioni radar”. E sono stati abbattuti 7 aerei da combattimento, 8 elicotteri, 7 droni, 87 carri armati e 28 lanciamissili.

L’assedio di Kiev: la resistenza

Il sindaco di Kiev, Vitalii Klitschko, ha annunciato il coprifuoco in città dalle 17 alle 8 “per una più efficace difesa della capitale e per la sicurezza dei suoi abitanti”. In un messaggio su Telegram, il primo cittadino aggiunge che il provvedimento resterà in vigore fino alla mattina del 28 febbraio. “Tutti i civili che saranno trovati in strada – conclude – saranno considerati membri del gruppo di sabotaggio del nemico“.

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