Mai toccare le intercettazioni che i giustizialisti sono pronto a esibirsi nella solita retorica sul contrasto alle mafie e via dicendo. Lo sa bene Carlo Nordio, ex magistrato candidato alla Camera con Fratelli d’Italia. Un ex pm dunque che parla di tagliare le intercettazioni per assumere maggiore personale e accelerare i tempi di una giustizia che tiene sotto scacco gli imputati per decenni.

A margine della presentazione a Mestre del programma elettorale e dei candidati FdI nei collegi veneti uninominali e plurinominali per la Camera e per il Senato, Nordio ha così argomentato la sua proposta: “Visto che oggi la crisi è essenzialmente economica, questa è la priorità, si tratta di risparmiare tutti gli sprechi che ci sono nel mondo della giustizia, a cominciare dalle intercettazioni telefoniche ambientali che costano 200 milioni di euro all’anno, con i quali – aggiunge – si potrebbero assumere segretari e cancellieri per accelerare il corso dei processi. La lentezza della giustizia ci costa due punti di Pil all’anno, cioè ci costa circa 30 miliardi, una finanziaria”.

“Accelerando la giustizia, attraverso anche un risparmio di questa spesa – sottolinea – possiamo non solo recuperare ma anche guadagnare”. Apriti cielo. Le sue parole hanno scatenato il Movimento 5 Stelle che ha dato vita al solito ritornello di un centrodestra che strizza l’occhio alla mafia. Inizia Valentina D’Orso, deputata in commissione Giustizia: “Quella di Nordio è una tesi agghiacciante che denota assoluta mancanza di contatto con la realtà e fa emergere, ancora una volta, come il contrasto alla criminalità non rappresenti una priorità per il partito di Giorgia Meloni”.

“Rimango allibita – continua la deputata pentastellata – di fronte a parole, pronunciate tra l’altro da un ex procuratore. Anche se Nordio li considera ‘sprechi’, le intercettazioni ambientali sono strumenti insostituibili nella lotta a corruzione e malaffare, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i fondi del PNRR fanno gola alle mafie. A Nordio, che dice di voler utilizzare i soldi delle intercettazioni per ‘assumere segretari e cancellieri per accelerare il corso dei processi’, voglio ricordare che gli investimenti nel settore della Giustizia effettuati durante la gestione dell’ex ministro Alfonso Bonafede non hanno precedenti nella storia. Questa è la differenza tra chi parla a sproposito e chi agisce attuando programmi mirati”, conclude D’Orso.

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