Nessuna certezza, solo l’ipotesi di una sfida a tre, che potrebbe anche vedere come vincitrice una donna, la prima in 60 anni di storia del Csm, consegnando per la prima volta alla destra il vertice di Palazzo dei marescialli.

E’ ancora tutta aperta la partita per la elezione oggi del vicepresidente del Csm, atto secondo della cerimonia di insediamento dei nuovi consiglieri e di commiato degli uscenti che si è svolta ieri al Quirinale. Sul tavolo c’è un grande nodo da sciogliere: la presunta ineleggibilità di alcuni dei dieci laici eletti dal Parlamento, a partire da alcuni dei principali contendenti.

La sfida si dovrebbe giocare tra il costituzionalista Roberto Romboli, eletto su indicazione del Pd, e gli avvocati Daniela Bianchini, candidata da FdI, e Luigi Pinelli, in quota Lega. Proprio su Romboli, che potrebbe contare in partenza sul sostegno delle toghe di sinistra, peserebbe la maggiore incognita . Costituzione e legge stabiliscono che i componenti laici eletti dal Parlamento devono avere almeno 15 anni di esercizio effettivo della professione forense o di professore ordinario di diritto. E i dubbi riguardano il fatto che il professore, allievo di Alessandro Pizzorusso, è già in pensione. Ma i precedenti sembrerebbero pendere dalla sua parte.

Casi di professori arrivati al Csm quando non erano più in cattedra o che hanno lasciato l’insegnamento quando sedevano già a Palazzo dei marescialli ce ne sono stati diversi (Luigi Berlinguer, Giuseppe Di Federico e Annibale Marini, tanto per citarne alcuni) e hanno superato tutti il vaglio del possesso dei requisiti di eleggibilità. Dubbi sul possesso dei requisiti investirebbero anche Bianchini, esperta di diritto di famiglia, membro del Centro Studi Livatino e tra i cui “sponsor” ci sarebbe il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. A scioglierli sarà la Commissione verifica titoli composta dai consiglieri più votati: lo stesso Romboli per i laici, Paola D’Ovidio e Bernardette Nicotra per i togati, entrambe di Magistratura Indipendente, il gruppo più moderato e ora maggioritario al Csm con 7 consiglieri, che nella partita per la vicepresidenza punta su Bianchini.

Oggi la Commissione consegnerà le sue conclusioni al plenum, prima del voto sul vicepresidente. Se le riserve sui titoli saranno superate, potrebbero essere soprattutto Romboli e Bianchini a giocarsi la partita, almeno stando alle indiscrezioni che al momento darebbero meno chances a Pinelli, avvocato padovano, difensore di Armando Siri e di Luca Morisi e membro con Luciano Violante della fondazione Leonardo. E se non interverrà un accordo, l’ago della bilancia sarà il gruppo di Unicost, che con i suoi quattro consiglieri potrebbe essere determinante.

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