La limitazione della platea elettorale agli iscritti al M5S da almeno sei mesi era prevista da un regolamento approvato dal M5S nel 2018. Vito Crimi, ex capo politico del Movimento, non l’aveva detto a Giuseppe Conte. “Era una prassi talmente consolidata, che lo davamo tutti un po’ per scontato.Mi sono dimenticato di farlo presente a Giuseppe, mi sembrava superfluo”, spiega in un’intervista a ‘La Repubblica’. Prassi che però non è risultata sufficiente ai magistrati. “Infatti sono rimasto basito quando ho visto l’ordinanza. A quel punto ho detto a Giuseppe: ora mi metto a cercarlo, ho fatto il ripristino del backup, ho dovuto richiamare il mio ex segretario che lavorava con me quando ero sottosegretario all’Editoria, all’epoca dei fatti. Mi sono messo a spulciare migliaia di mail. L’indirizzo del comitato di garanzia era aperto a tutti gli iscritti, ogni giorno arrivavano lettere di ogni tipo, i reclami… Non mi ricordavo nemmeno se il regolamento fosse del 2018 o del 2019. Ho riscoperto alcuni regolamenti di cui nemmeno ricordavo l’esistenza”, ha raccontato Crimi.

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