Rivolta e incendio nel carcere di Cremona

Suicidio numero 77 dall’inizio del 2022. Continua silenziosa la strage nelle carceri italiane dove nonostante le denunce dei garanti e dei sindacati di polizia penitenziaria, al momento, passerelle a parte, la politica continua a girarsi dall’altra parte anche se il primo intervento del nuovo governo Meloni è stato il decreto sull’ergastolo ostativo e con paletti sempre più stringenti per il via libera ai benefici penitenziari.

L’ultimo suicidio è avvenuto nel carcere campano di Ariano Irpino (Avellino) dove a togliersi la vita è stato un detenuto di 40 anni, tossicodipendente, originario della provincia di Salerno, impiccatosi – secondo la ricostruzione di Emilio Fattorello, consigliere nazionale del sindacato autonomo Osapp – all’inferriata della cella utilizzando una cintura.

Risultati vani i tentativi di rianimarlo da parte degli agenti della Polizia penitenziaria e del personale sanitario in servizio presso la casa circondariale. Sul posto è giunto il medico legale per i primi accertamenti. “Anche in questa drammatica occasione e con l’amarezza per una vita spezzata – sottolinea Fattorello – torniamo a denunciare con forza l’abbandono in cui versa la struttura che in particolare in determinate zone non garantisce una condizione dignitosa e umana della detenzione”.

Dure anche le parole del garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello: “È il sesto suicidio in Campania dall’inizio dell’anno, in Italia dall’inizio di quest’anno ad oggi, si è arrivati a 77 suicidi e quattrocento novantuno i tentati suicidi negli istituti penitenziari, sessantaquattro i tentati sucidi in Campania; grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria si è evitata una strage. Questi dati sono allarmanti, considerando che non sono mai stati così alti dall’inizio del secolo, in carcere il suicidio è la prima causa di morte”.

Il 40enne era arrivato nel carcere da una settimana, gli interventi sono stati tempestivi, gli agenti hanno cercato di rianimarlo sul posto prima dell’arrivo del 118 ma non c’è stato nulla da fare. “Il giovane ristretto trascorreva un’ordinaria giornata – sottolinea Ciambriello – facendo colazione, colloquiando con i compagni di cella e fumando una sigaretta, nulla che lasciasse presagire quanto è accaduto. Certo ogni caso è un caso a sé, con diverse motivazioni, molte volte di solitudine di angoscia. Ma i dati allarmanti accendono i riflettori sulle carceri italiane: Istituzioni totali, che non possono essere luoghi di isolamento dai territori, dalla società civile e dalla politica. Il carcere deve essere extrema ratio”.

Il tema dei detenuti con dipendenze da alcol e droga o malati psichiatrici torna ancora una volta alla ribalta. Che ci fanno in carcere? Perché non assisterli in strutture adeguate visto che in carcere non sono seguiti in modo adeguato?

Sulla vicenda è intervenuto anche il garante nazionale Mauro Palma: “Il mondo del carcere sta vivendo un momento di particolare complessità. È di oggi la notizia di due nuovi suicidi ad Ariano Irpino e Lecce. Nel 2022 sono decedute 186 persone ristrette in carcere, tra esse 77 per suicidio e 27 per cause da accertare” dichiara in una nota. Palma ritiene “essenziale proseguire con ancor maggior puntualità nel proprio impegno di verifica e analisi delle condizioni detentive negli istituti del nostro paese”. La difficoltà coinvolge anche chi in carcere opera e verso tale sentimento di apprensione per un lavoro sempre più duro – è di ieri il quarto suicidio di un operatore di polizia penitenziaria – il Garante vuole inviare un messaggio di pari impegno affinché si realizzino condizioni che sappiano tenere insieme “efficacia, umanità e piena adesione al dettato costituzionale sull’esecuzione penale”.

In questa prospettiva, tra il 7 e l’11 novembre, il Garante nazionale ha compiuto una visita regionale in Piemonte effettuando il monitoraggio di diverse strutture. La missione si è divisa in tre parallele sotto-delegazioni con l’inserimento di esperti specifici nelle varie aree tematiche. Sono stati visitati sette istituti detentivi per adulti, un istituto penale minorile, due Servizi psichiatrici diagnosi e cura, diverse camere di sicurezza questure, commissariati e comandi, una ‘struttura idonea’ per il trattenimento delle persone in attesa di espulsione e le due Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Prima della stesura del rapporto complessivo il Garante invierà alle diverse amministrazioni alcuni Raccomandazioni urgenti sui profili di maggiore criticità rilevati nel corso delle visite.

 

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