Elena Del Pozzo è stata uccisa. Il cadavere della bambina di 4 anni rapita fuori scuola lunedì pomeriggio, 13 giugno, a Tremestieri (Catania) è stato ritrovato in mattinata con i carabinieri che si stanno recando sul posto. Al momento sono pochissime le informazioni fornite dai carabinieri e della procura etnea. Il ritrovamento è stato possibile grazie alle “pressioni esercitate durante gli interrogatori” dagli investigatori. La notizia è stata confermata dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, è stata la madre, la 24enne Carmela Patti, a fare trovare il corpo di Elena. La giovane è uscita dalla sua casa di Mascalucia, con la sua auto, accompagnata dai carabinieri. Il cadavere della bambina, che avrebbe compiuto 5 anni a luglio, è stato trovato in un campo incolto in via Turati: dal luogo del ritrovamento all’abitazione della madre, in via Euclide, distano circa 200 metro.

Anche il padre di Elena si è recato sul luogo dove è stato ritrovato il corpo della figlia, assieme alla nuova compagna. L’uomo è scoppiato in un pianto davanti ai militari: lui e la madre di Elena non stavano più insieme da un po’.

Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha spiegato ai cronisti che nell’interrogatorio della notte scorsa “la madre era stata lungamente sentita” e durante un “lungo interrogatorio le erano state contestate varie incongruenze“. Alcune ‘anomalie’ erano subito emerse agli investigatori. La dinamica del presunto sequestro nel racconto di Carmela Patti: tre uomini incappucciati e uno armato di pistola. Nessun testimone, oltre lei, dell’episodio. Non chiama subito aiuto sul posto, telefonando al 112, ma prima va a casa e poi con i familiari dai carabinieri a presentare la denuncia. Anomalie che hanno portato carabinieri e Procura a pressioni sulla donna che ha rivelato dove trovare il corpo della figlia.

Stamattina ha fatto ritrovare il cadavere – aggiunge il procuratore – e adesso stiamo raccogliendo le sue dichiarazioni, presumibilmente confessorie“.

È un fiume in piena Rosaria Testa, la nonna di Elena, davanti ai cronisti. La donna racconta dei rapporti con Carmela Patti, la mamma della bambina trovata morta nelle campagne di Mascalucia.

Lei non rispondeva mai al telefono alle mie chiamate. Ad un certo punto, quando mi ha chiamato ieri dicendomi che avevano rapito Elena, che erano incappucciati, mi ha detto che gli uomini gli avrebbero detto che questa sarebbe stata l’ultima cosa che avrebbe fatto suo marito. Pare che gli uomini le avrebbero detto, al telefono, che Elena era già morta“.

Il padre di Elena aveva avuto dei precedenti per droga, per questo la madre della bambina lo avrebbe accusato del rapimento della figlia. Ma Rosaria Testa lo difende a spada tratta: “Mio figlio ha avuto una storia legata a degli spinelli tanti anni fa, è stato preso per errore. È stato in carcere per circa 7 mesi, poi è stato ai domiciliari“, spiega.

La nonna di Elena sottolinea, parlando della madre della bambina che “lei sapeva di questo precedente, ne ha approfittato. Mio figlio però – prosegue – ha detto chiaramente che, in seguito a quei fatti, è andato prima in Germania e poi è tornato in Sicilia. Ha detto di non aver né visto né sentito nessuno rispetto a coloro con i quali era coinvolto nella vicenda di droga“, ha concluso la nonna di Elena.

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