Passa dagli arresti domiciliari al carcere lo psicoterapeuta di 45 anni, già fermato lo scorso ottobre con l’accusa di tentato furto con strappo che provocò la caduta dell’80enne Annamaria Malangone, deceduta pochi giorni dopo l’aggressione subita in via Porta di Posillipo a Napoli lo scorso 21 ottobre.

La donna, vedova del velista Beppe Panda, era in compagnia della figlia quando il 45enne, che al gip ha raccontato di aver commesso quella “sciocchezza” perché “gli servivano soldi” a causa dei debiti che aveva contratto, è entrato in azione in sella a uno scooter provando a scipparle la borsa. Nella colluttazione, è caduta a terra anche l’80enne che battuto la testa. Portata al pronto soccorso del Fatebenefratelli, era stata visitata da medici e dimessa poco dopo. Nei giorni successivi, tuttavia, le sue condizioni sono degenerate fino al decesso avvenuto all’ospedale dei Pellegrini.

domenica 20 febbraio i Falchi della Squadra Mobile di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti del 45enne ritenuto gravemente indiziato dei reati di rapina, lesioni e ricettazione.

E’ quanto emerso da ulteriori indagini proseguite nel corso degli ultimi mesi e incentrate sull’analisi del modus operandi dell’uomo e del motorino utilizzato. Secondo la Procura partenopea, sarebbe responsabile di altre cinque rapine aggravate realizzate sempre nella stessa giornata (giovedì 21 ottobre 2021) e sempre nei confronti di donne. 

E’ impressionante la ricostruzione degli investigatori: il 45enne infatti avrebbe commesso tre rapine in rapida successione in via Manzoni (ore 11.30), in corso Europa (11.45), in via Belvedere (11.48); e altre due in via Arenella (16.55) e via Cardarelli (17.05).

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