“Non reagisce più, non comunica più, non risponde più a stimoli sonori e visivi”. Léna ha 12 anni. Papà Cédric racconta, a Le Figaro, il calvario della figlia, che si trova in stato vegetativo dopo aver mangiato una pizza surgelata della linea Fraîch’Up Buitoni, una tipologia che invece in Italia non viene commercializzata.

“Ha tirato fuori la lingua, ha cominciato a vedere doppio, i suoi occhi hanno iniziato a girare” ha spiegato. In ospedale a Nancy, Léna è stata messa in coma artificiale: e quando si è svegliata, non era più lei. 

“Oggi è il nulla totale. Léna è rinchiusa in un corpo che non gestisce più. Non sappiamo nemmeno se è consapevole di ciò che sta accadendo” hanno sottolineato i genitori, che hanno sporto denuncia.

Le autorità francesi hanno reso noto che, dall’inizio dell’anno, in Francia si sarebbero verificati decine di casi di sindrome emolitica-uremica legata a una contaminazione da E-Coli in 12 regioni: un numero insolito. Gli episodi confermati sarebbero al momento 50, 48 nella fascia 1- 18 anni d’età; due i decessi. Altri 25 sono in fase di valutazione.

Tramite una nota, diffusa dopo il richiamo dei prodotti in Francia, il gruppo Nestlé Italia aveva voluto rassicurare i consumatori, dichiarando che i prodotti commercializzati in Italia sono sicuri e adatti al consumo.

“Il richiamo delle pizze surgelate non riguarda i prodotti a marchio Buitoni venduti in Italia” si legge nel comunicato. “Precisiamo che il richiamo delle pizze surgelate Fraîch’Up in corso riguarda esclusivamente le referenze di questa gamma prodotte e commercializzate in Francia. Le pizze a marchio Buitoni prodotte nello stabilimento di Benevento vendute nel nostro Paese non hanno alcuna attinenza con questo richiamo” hanno poi precisato.

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