Intervista a Pino Ammendola

Pierre Bergè è stato il compagno dello stilista francesce Yves Saint Laurent per mezzo secolo. Una indissolubile ma tormentata storia d’amore che abbiamo avuto l’onore di conoscere profondamente grazie alle lettere che Pierre ha scritto a Yves dopo la sua morte avvenuta nel 2008 e ha raccolto nel libro “Lettere a Yves Saint Laurent” . A dargli la voce è stato recentemente Pino Ammendola con un’interpretazione teatrale molto toccante e profonda, in cui le parole unite alla musica del maestro Giovanni Monti e alle immagini della vita di Yves e Pierre hanno creato un’atmosfera molto suggestiva.

Intervista a Pino Ammendola

Come è nata l’idea di portare in scena le lettere che Pierre Bergé ha scritto a Yves Saint Laurent dopo la sua morte?
L’idea è stata del regista Roberto Piana. Insieme abbiamo lavorato su queste lettere e le abbiamo un po’ modificate, ovviamente senza cambiare il senso, ma le abbiamo rese un pochino più drammaturgiche. Alcune erano molto lunghe e abbiamo fatto dei tagli, abbiamo operato un po’ sulla traduzione per tirare fuori il meglio.
Ho aderito subito a questo progetto che portiamo in giro da qualche anno con molto successo , ovunque andiamo c’è una reazione del pubblico molto forte. L’ultima interpretazione è stata fatta al teatro OFF OFF di Roma, molto adatto a questo spettacolo, con una vocazione al gender e con una programmazione molto sofisticata, ma anche nei teatri molto borghesi trascina molto il pubblico. A dicembre a Ivrea ho visto signore nelle prime file in pelliccia emozionarsi fino alle lacrime.

Qual è la forza di questa storia d’amore tra due uomini?
C’è stato tra loro un forte legame, nonostante fossero due uomini liberi non si sono mai separati, non potevano fare a meno l’uno dell’altro. Grazie alla vicinanza e al supporto di Pierre, Yves riesce a dimostrare tutta la sua genialità. E’ una storia molto bella in questo momento in cui c’è un grande egoismo, una grande incapacità di abbandonarsi veramente all’amore e allora questa storia durata cinquant’anni, che ha attraversato dei momenti complessi e difficili ed ha resistito va raccontata.
Questa storia d’amore oggi fa scalpore perché questo è un momento di aridità, di incapacità di accettare l’amore, il bene dell’altro, la felicità dell’altro, “se la tua felicità è lontano da me e io ti amo ti devo lasciare andare” . Questa è la grande forza, il grande insegnamento. Noi viviamo un momento in cui l’amore è diventato estremamente più egoistico, attaccato a una serie di regole. Abbiamo vissuto degli anni in cui l’amore era più liquido, adesso il sesso è liquido ma l’amore meno.

Pensi che questo brutto periodo che stiamo vivendo da due anni oltre ai rapporti d’amore abbia raffreddato anche i rapporti interpersonali?
Certamente, pensa a due vecchi amici che si incontrano dopo anni che non si vedono e non si abbracciano ma si danno il pugno. Il fatto che giriamo mascherati e non mostriamo il sorriso è una cosa tristissima. Penso ai bambini che vivono senza vedere l’intero volto della maestra , dei compagni di scuola, degli amichetti e mi rattristo

Com’è nata la scelta di far cantare un brano a Eva Robbins al termine della rappresentazione?
in qualche modo è una forma di provocazione di come la bellezza possa essere al di là del tempo e dei sessi e quindi da questo punto di vista c’entra molto con Yves Saint Laurent.

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