Giovedì sera Mario Draghi ha firmato una circolare contenente quelli che sono i prossimi impegni del Governo dimissionario. “A seguito delle dimissioni dell’esecutivo rassegnate nelle mani del Presidente della Repubblica e dello scioglimento anticipato delle Camere, desidero richiamare l’attenzione di tutti i componenti del Governo sulla necessita’ di attenersi rigorosamente alle seguenti direttive circa lo svolgimento delle proprie funzioni”.

“Il governo – si legge – rimane impegnato nel disbrigo degli affari correnti, nell’attuazione delle leggi e delle determinazioni gia’ assunte dal Parlamento e nell’adozione degli atti urgenti, ivi compresi gli atti legislativi, regolamentari e amministrativi necessari per fronteggiare le emergenze nazionali, le emergenze derivanti dalla crisi internazionale e la situazione epidemiologica da COVID-19. I Governo rimane altresi’ impegnato nell’attuazione legislativa, regolamentare e amministrativa del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale per gli investimenti complementari.

Dovra’, in ogni caso, essere assicurata la continuita’ dell’azione amministrativa“. La lettera inviata al Consiglio dei Ministri poi continua: “si procedera’ alla convocazione nel rispetto delle procedure stabilite dal relativo Regolamento e previa la consueta riunione preparatoria, nei limiti previsti dalla presente direttiva, nonche’ per l’approvazione degli atti urgenti, tra i quali vanno ricompresi sia quelli indicati al punto 1) che necessitino di un passaggio in Consiglio dei Ministri, sia l’esame delle leggi regionali e provinciali, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, nonche’ le delibere da adottare relative a procedimenti amministrativi”. Attivita’ normativa: “il Consiglio dei Ministri non esaminera’ nuovi disegni di legge, salvo quelli imposti da obblighi internazionali e comunitari, compresi quelli collegati all’attuazione del PNRR e del PNC. Qualora ricorrano i presupposti di cui all’articolo 77 della Costituzione, potra’ procedersi all’adozione di decreti-legge. Si provvedera’ agli adempimenti prescritti dalla Costituzione, dalla legge n. 400 del 1988 e dalle leggi di delega per l’approvazione, anche in esame preliminare, di decreti legislativi, compresi quelli previsti dal PNRR e dal PNC. Non saranno adottati regolamenti governativi o ministeriali, salvo che la legge imponga termini per la loro emanazione o quest’ultima sia richiesta come condizione di rispetto degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea o di operativita’ delle pubbliche amministrazioni, ovvero siano necessari per l’attuazione delle leggi gia’ approvate dal Parlamento e per l’attuazione del PNRR e del PNC”, si legge ancora. “Potranno, comunque, essere approvati i regolamenti per i quali risulti gia’ in stato avanzato il procedimento di adozione. Resta subordinata all’assenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’emanazione di regolamenti, direttive circolari ministeriali”. Il governo potra’ procedere “soltanto a nomine, designazioni e proposte strettamente necessarie perche’ vincolate nei tempi da leggi o regolamenti, ovvero derivanti da esigenze funzionali, non procrastinabili oltre i termini di soluzione della crisi, per assicurare pienezza e continuita’ all’azione amministrativa. Ogni nuova iniziativa in merito dovra’ essere preventivamente sottoposta all’assenso del Presidente del Consiglio al fine di assicurare uniformita’ di comportamenti. Ciascun Ministro dovra’ curare che enti, aziende e societa’ dipendenti, vigilati o direttamente controllati, si attengano agli anzidetti criteri, anche per quanto riguarda le procedure”

“Il Ministero dell’economia e delle finanze esercitera’ ‘i diritti dell’azionista nelle societa’ partecipate, previo assenso del Presidente del Consiglio. Resta salva l’autonomia di soggetti disciplinati da statuti o regole privatistiche che li sottraggono a direttive o a indirizzi del Governo”, si spiega. Infine sulle relazioni internazionali: “le missioni all’estero dei componenti del Governo saranno subordinate ad autorizzazione della Presidenza del Consiglio. E’ garantita la partecipazione italiana, anche a livello governativo, alle riunioni per Commissioni a livello tecnico o preparatorie di riunioni obbligatorie, nonche’ alle riunioni a livello ministeriale e ai vertici, previsti in sede di Unione europea e di organizzazioni internazionali incluse ONU, NATO, OCSE, OSCE, INCE, di Consiglio d’Europa e di G7 e G20. Saranno subordinate all’autorizzazione della Presidenza del Consiglio le missioni internazionali finalizzate a negoziati o alla firma di accordi internazionali anche correlati alla situazione di crisi internazionale e alle sue conseguenze”. Riguardo i lavori parlamentari: “dovra’ essere assicurata la partecipazione di rappresentanti del Governo, in Assemblea e nelle Commissioni, per l’esame di disegni di legge di conversione di decreti legge e nelle altre occasioni in cui sara’ richiesta dalle Camere. Le posizioni del Governo saranno preventivamente concordate con il Ministro per i rapporti con il Parlamento. Tutti i Ministri sono invitati a predisporre sollecitamente ogni utile elemento e documentazione circa l’organizzazione ed il funzionamento dei Dicasteri e dei Dipartimenti cui sono preposti, nonche’ sullo stato delle attivita’ e delle iniziative in corso, al fine di una completa e tempestiva informazione nei confronti della Presidenza del Consiglio; sono altresi’ invitati a fornire un elenco con tutte le attivita’ amministrative in corso di esecuzione o comunque in scadenza”.

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