Conte non è il presidente del Movimento 5 Stelle

Nessun campo largo, nessun accordo con il Pd dopo le elezioni e il solito, immancabile, attacco al premier Mario Draghi. E’ un Giuseppe Conte che procede spedito per la sua strada, almeno in queste ultime settimane di campagna elettorale, nonostante la storia recente dei 5 Stelle, arrivati a contraddirsi quasi su tutto.

Il leader del partito pentastellato chiude la porta all’ipotesi di un nuovo campo largo proposto del ministro dem Andrea Orlando per governare anche con il terzo polo, qualora il centrodestra non dovesse prevalere. Con Enrico Letta, segretario del Pd, “il dialogo è chiuso” e il ministro Orlando “fa i conti senza l’oste” perché “chi vota il Movimento 5 Stelle non vota ammucchiate o cartelli elettorali last minute, ma un programma che ci impegniamo a realizzare costi quel che costi” ribadisce Conte, probabilmente dimenticando il recente passato.

Poi l’attacco a Mario Draghi per gli scarsi risultati conseguiti in Europa, l’ostilità verso il Superbonus e la passività, insieme ai dem, durante la scissione del M5S provocata da Luigi Di Maio. “Non mi piace indulgere in ricostruzioni complottiste, ma certamente è stato consentito a un ministro degli Esteri, in un momento come questo, di distrarsi dal compito istituzionale per fondare un partito personale”, afferma il leader dei cinquestelle, che alimenta un sospetto: “Come mai Draghi non ha chiamato Di Maio chiedendogli di smetterla di far fibrillare la maggioranza e di terremotarla? Perché il Pd non è intervenuto dicendogli di darsi una calmata? Il silenzio comporta anche delle responsabilità”. 

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