Draghi

Piazza Affari pesante in avvio di contrattazioni, con il listino maglia nera in un’Europa spaventata dalle conseguenze che uno stop al gas russo potrebbe avere sulla sua economia.

Il Ftse Mib arretra del 2,4% con le vendite che colpiscono con particolare violenza le banche: Unicredit cede il 4,4%, Banco Bpm il 3,8%, Bper il 3,6% e Intesa il 3,5%.

orti ribassi anche su Pirelli (-3,7%), Interpump (-3,6%), Amplifon (-3,5%), Unipol e Poste (-3,4%), Stm (3,2%) ed Exor (-3,1%). Si salvano i petroliferi, che beneficiano dei possibili tagli alla produzione che verranno decisi oggi dall’Opec+: Tenaris avanza dello 0,9% ed Eni dello 0,5%. Fuori dal Ftse Mib Mps cede il 2,7% dopo l’ok della Bce all’aumento di capitale da 2,5 miliardi.

Avvio pesante per le Borse europee in scia alla decisione di Gazprom di tenere chiuso il gasdotto Nord Stream. A Londra il Ftse 100 cede lo 0,74% a 7.227 punti, a Parigi il Cac 40 arretra dell’1,93% a 6.048 punti mentre a Francoforte il Dax perde l’1,71% a 12.827 punti.

L’euro riagguanta quota 0,99 sul dollaro, dopo aver ritoccato i minimi dal 2002 a 0,98: la moneta unica scambia ora col biglietto verde a 0,991

Frena un po’ la sua corsa il prezzo del gas ad Amsterdam, dopo aver toccato un massimo di 290 euro al megawattora in avvio di seduta. I future Ttf avanzano del 22% a 262 euro al megawattora in scia alla decisione della Russia di chiudere il Nord Stream.

Le scorte di gas dell’Unione Europea sono salite nel corso dell’ultima settimana all’81,55% della capacità di stoccaggio. I dati del Gie (Gas Infrastructure Europe) indicano, alla data di sabato scorso, un riempimento dell’85,55% degli stoccaggi in Germania e dell’83,74% di quelli in Italia.

Prezzo del petrolio in netto aumento in avvio di settimana in attesa della riunione dell’Opec+ che potrebbe decidere per un taglio della produzione e dopo la presa di posizione del G7 su un price cap al petrolio russo. Il greggio Wti passa di mano a 88,53 dollari al barile con un aumento dell’1,91%; il Brent sale del 2,13% a 95 dollari al barile.

La caduta dell’euro segue l’annuncio di Mosca, prima del weekend, sul taglio delle forniture di gas alla Germania e all’Europa attraverso Nord Stream 1. La lenta caduta dell’euro sul dollaro continua dall’inizio dell’anno, zavorrata dall’incertezza economica innescata dopo l’invasione russa in Ucraina.

Prevale il segno rosso sulle Borse asiatiche, che scontano gli effetti della crisi energetica e sono appesantite dalla possibile limitazione, oggetto di valutazione da parte dell’amministrazione americana, degli investimenti Usa nelle società tecnologiche cinesi. Tokyo ha perso lo 0,1%, Seul lo 0,2% mentre Sydney ha chiuso in rialzo dello 0,3%. Soffre invece Hong Kong, in calo dell’1,3%, mentre Shanghai arretra dello 0,1% e Shenzhen dello 0,7%. In forte ribasso i future sull’Europa, che paga l’impennata del prezzo del gas (+23,4% a 275 euro) scatenata dalla prolungata chiusura del Nord Stream: quelli su Francoforte cedono il 2,9%, quelli su Milano il 2,5% e quelli su Londra il 2,2%. L’euro intanto ritocca i minimi da vent’anni sul dollaro, scendendo sotto quota 0,99. In una giornata che vedrà la chiusura di Wall Street per il Labour Day gli occhi degli investitori sono puntati anche sulla riunione dell’Opec+, che potrebbe decidere di tagliare la produzione di petrolio (il wti sale del 2,1% a 88,7 dollari) allo scopo di sostenere i prezzi.

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