Italian PM Enrico Letta in Paris

Giorgia Meloni ed Enrico Letta, una di fronte all’altra. Il Confronto si terra’ a Corriere.it, prima, e nello studio di Bruno Vespa, poi. A confermarlo all’AGI sono gli staff. La corsa alle elezioni del 25 settembre si va, cosi’, sempre piu’ polarizzando creando anche qualche malumore negli altri partiti, stando a quanto viene riferito da fonti parlamentari. Enrico Letta, in particolare, si trova a combattere su due fronti. Da una parte Meloni e la destra. Dall’altra i leader di M5s e i centristi. La bussola del segertario dem rimane un programma scaturito da un anno e piu’ di Agora’ democratiche e dall’agenda sociale che il governo Draghi stava preparando prima della caduta, un mese fa, come ricorda il segretario del Pd: “Esattamente un mese fa, quando Conte, Berlusconi e Salvini facevano cadere il Governo Draghi, stavamo per realizzare una promessa: una mensilita’ di stipendio in piu’ contro il caro vita. Per tornare al voto l’hanno impedito. Noi vogliamo farlo: la proposta e’ nel nostro programma”. Parole che fanno insorgere prima Giuseppe Conte, tirato in causa, e poi anche Carlo Calenda. “Caro Enrico, possiamo anche illuderci che con Draghi ‘sara’ tre volte Natale e festa tutto il giorno’. Esci dalla nostalgia, la realta’ dell’agenda Draghi sono 6 euro in piu’ al mese per i lavoratori a piu’ basso reddito. Due colazioni al bar”, e’ la reazione del leader M5s. E Calenda chiede: “Per questo hai imbarcato chi non ha mai votato la fiducia a Draghi? Per questo fino a un mese fa parlavi dell’indissolubilita’ dell’alleanza con i 5S? Per questo ti allei in Sicilia con i 5S? Coerenza a giorni alterni. Basta prendere in giro gli italiani”. A difendere il segretario e’ il pentastellato Stefano Buffagni, che ironizza: “Calenda che parla di coerenza e’ come se io parlassi di dieta. Zero credibilita'”. Reazioni che per fonti dem sono da ricondurre al doppio Confronto che vedra’ opposto Letta a Meloni: prima al Corriere della Sera, il 12 settembre, e poi nello studio di Vespa, dieci giorni dopo. Faccia a faccia che, stando a quanto si apprende, creano malumori in quelle forze politiche che si sentono messe all’angolo dal duello che si va profilando. La linea del segretario e dello stato maggiore del Pd e’, tuttavia, di evitare il Confronto con i centristi e i Cinque Stelle per concentrarsi sulla sfida a Meloni.

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