Bimbi in overdose da sostanze stupefacenti. Fenomeno sempre più in crescita a Palermo. L’ultimo caso risale a ieri 9 febbraio, quando un bambino di appena 18 mesi è stato portato al Pronto soccorso e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Cristina: le analisi hanno confermato la presenza di cannabinoidi. Fortunatamente, dopo l’enorme spavento, ora il piccolo sta meglio ed è sotto osservazione.

Risultato positivo al Covid, è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive e affidato al direttore sanitario. Gli inquirenti hanno sentito i genitori, che vivono in una zona periferica di Palermo: hanno detto di non sapere nulla della droga. “Aspettiamo il provvedimento della Procura”, ha dichiarato a Lapresse il direttore sanitario Salvatore Requirez, che sulla questione preferisce mantenere riserbo nel rispetto del bimbo.

“Siamo preoccupati per questi episodi che riscontriamo sempre più spesso“, aveva detto a Repubblica la procuratrice per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna. “Si tratta di episodi gravissimi perché atteggiamenti superficiali possono mettere a repentaglio la vita dei bambini”.

Negli ultimi mesi sarebbero infatti una decina i casi di overdose che hanno interessato i più piccoli, soprattutto riguardanti hashish e marijuana, ma anche cocaina. Infatti una distrazione dei genitori che assumono droghe può portare dei gravi danni ai figli. Di solito le risposte, piuttosto inverosimili, per giustificare simili eventi sono sempre le stesse. Da “avrà trovato la droga al parco” fino ad arrivare a “qualcosa sarà rimasto attaccato alla scarpa”.

“Non esiste una famiglia tipo per queste situazioni, nel tempo ci siamo trovati di fronte a genitori provenienti da contesti di periferia, ma anche del centro città” aveva spiegato La responsabile della direzione medica del Di Cristina, Marilù Furnari. “In tutti i casi abbiamo attivato una rete ormai consolidata, che vede operare insieme assistenti sociali, psicologi, magistratura e forze dell’ordine”.

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