Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto aiuti da 15 miliardi, cui si aggiungono 2 miliardi di ulteriori misure, che contiene interventi contro inflazione, caro energia, la siccità a sostegno di famiglie e imprese.

Un provvedimento “di proporzioni straordinarie”, così lo ha definito il premier Mario Draghi, fatto a saldi invariati “perché l’andamento dell’economia è migliore del previsto. Merito della capacità di famiglie e imprese, un po’ anche delle politiche economiche del governo”. Ma se la crescita è “straordinaria” “ci sono nuvole all’orizzonte, ci sono previsioni preoccupanti per il futuro”.

Tra le misure, sale il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35mila euro che passa dallo 0,8% al 2%. Le bozze del decreto in entrata – presentate ieri ai sindacati – parlavano di un punto percentuale: un “elemosina” l’aveva definita il leader Uil Pierpaolo Bombardieri, con il numero uno Cgil che incalzava il governo a fare di più. E un segnale è arrivato dal governo. “I mezzi son quello che sono, ma dire che si dà tutto alle imprese e poco alle famiglie non è vero”, puntualizza Draghi, mentre il ministro dell’Economia Daniele Franco conferma che alle famiglie in effetti va un po’ di più, 5,8 miliardi contro i 5,5 alle imprese. Confermato anche l’anticipo a ottobre della rivalutazione del 2% delle pensioni con il limite però di 35mila euro, cioè un assegno mensile fino a 2.692 euro: sempre secondo il sindacato, si traduce in circa 10 euro lordi al mese ogni 500 euro percepiti.

Confermati gli interventi contro il caro bollette e caro gas, con la possibilità per chi percepisce il bonus sociale di vedere il rimborso su acqua, luce e gas detassato all’interno del welfare aziendale, fino a un massimo di 516 euro, il doppio del limite precedente. Inoltre, le imprese fornitrici di gas ed elettricità non potranno modificare unilateralmente le condizioni di contratto fino al 30 aprile 2023, mentre per i clienti svantaggiati i prezzi del gas saranno ‘calmierati’ dal 1 gennaio 2023, legati tra le altre cose al “costo effettivo di approvvigionamento”. I crediti di imposta per le imprese per far fronte agli aumenti di energia e gas sono stati estesi al terzo trimestre con 3,3 miliardi.

Mentre gli sconti sulla benzina sono prorogati al 20 settembre. Prorogata la tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche, sono “risorse che si liberano per mitigare i costi per i cittadini”, le presenta il titolare del Mite Roberto Cingolani. Ma intanto il gettito è stato inferiore alle attese: “è mia intenzione che paghino tutto”, assicura Draghi, “ci sono provvedimenti in questo decreto che aumentano sanzioni”. E “non escludo che qualora non ci fossero altre risposte non ci siano altri provvedimenti. Non è tollerabile che c’è un settore che elude una disposizione del governo, non è tollerabile”.

Nel decreto ci sono anche 400 milioni ai Comuni, 1 miliardo in più per il fondo sanitario nazionale che passa a 4 miliardi, 200 milioni per le imprese agricole danneggiate dalla siccità e la possibilità di dichiarare anche preventivamente lo stato di emergenza idrico. Più che raddoppiato il bonus trasporto, che passa da 79 a 180 milioni, mentre il bonus psicologo sale da 10 a 25 milioni di stanziamento. Infine, arriva la norma ‘salva ex Ilva’: Invitalia è autorizzata a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, ulteriori rispetto a quelli previsti ai precedenti periodi e sino all’importo complessivamente non superiore a 1 miliardo di euro. Le priorità della prossima manovra spetteranno al nuovo esecutivo: “Sulla Nadef – spiega Franco – definiremo il quadro tendenziale e ricorderemo gli obiettivi già fissati nel Def, sarebbe bene restare sugli stessi obiettivi ma questa è una decisione che sarà presa dal prossimo governo”

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