Ali Onlus, associazione medico scientifica, con sede a Limatola (Bn), segnala quanto accaduto qualche giorno fa presso la propria sede: succede che:Due brave persone, anzi no, quattro brave persone hanno ben pensato di usufruire della disabiltà di un soggetto affetto da una patologia abbastanza importante per utilizzare la corrispettiva legge 104.

In che modo? Convincendo il soggetto in questione a farne domanda, indicando nello specifico una persona come tutor o cargiver. Il tutor in questione aveva necessità di assistere la persona disabile per poter avere un avvicinamento dal posto di lavoro. Il soggetto in questione, lavorando lontano dal paese d’origine, aveva ben studiato come potersi avvicinare velocemente.

Chi viene indicato come tutor o car giver di una persona disabile, usufruendo così della legge 104, può essere ricongiunto al familiare che deve assistere.
“Abbiamo raccolto la segnalazione, dapprima con scetticismo, ma purtroppo ci siamo dovuti ricredere. Dopo opportuni controlli abbiamo appurato che quanto segnalato aveva fondamento di verità. La persona in questione è molto toccata dall’accaduto.”

Così la giurista Maria Iannotta che tutela, per Ali Onlus, i diritti del malato, esperta anche in psicologia forense, si è espressa a riguardo. “Approfittarsi di chi vive uno status di sudditanza psicologica da accudimento, è un reato crudele. Il codice penale racchiude il reato sotto l’articolo 603 secondo cui «Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni». E’ questo il caso specifico. Una persona assoggettata da anni a persone che accudendola, vista la disabilità motoria, esercitavano un potere psicologico indubbio. Fortunatamente il soggetto in questione ha trovato la forza di segnalare quanto accaduto a una persona cara, seppur lontana, che di conseguenza ha interpellato la mia squadra di esperti.”

“Il soggetto stava per essere costretto, con una silente imposizione dovuta all’accudimento che riceveva dai suoi “aguzzini”, a vedere un medico per poter indicare una specifica persona come tutor che avrebbe usufruito della legge 104. La persona in questione avrebbe usufruito dei vantaggi della legge per essere avvicinata a casa, lavorando fuori, ma non aveva mai e sottolineo mai, provveduto a prendersi cura del soggetto in questione!”. La storia ha dell’incredibile ma non è l’unica.

Il Presidente di Ali Onlus, Fucci, si batte ormai da sempre per la tutela delle persone in difficoltà, relativamente alla salute, e si dice indignato.
“Abbiamo attivato un monitoraggio a zone sulla questione. Abbiamo ratificato anche degli esposti in Procura e di conseguenza notificata agli organi competenti Inps territoriali. Il fenomeno è pericoloso, e va fermato!”. La stessa associazione ha segnalato, attraverso esposti di vigilanza agli organi competenti, il mal funzionamento dell’iter burocratico legato ai malati di Covid 19, in Campania, focalizzando maggiormente l’attenzione sull’azienda ospedaliera sannita.

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