“Gli italiani hanno scelto di dare una solida maggioranza alla destra sovranista. Consideriamo questa prospettiva pericolosa e incerta. Vedremo se la Meloni sarà capace di governare; noi faremo un’opposizione dura ma costruttiva”, ha detto il leader di Azione Carlo Calenda in una dichiarazione.

“Il Paese ha consapevolmente scelto di andare avanti sulla strada del populismo – ha detto il leader di Azione in conferenza stampa al comitato elettorale del Terzo polo, al fianco di Mariastella Gelmini, Elena Bonetti, Mara Carfagna e Ettore Rosato -. C’è un paradosso, perché il 50% degli italiani dichiara di apprezzare l’operato di Draghi. C’è da riflettere sul fatto che apprezziamo Draghi e Mattarella e poi la maggioranza vota politici che rappresentano il modo opposto di fare politica. L’elettore è Re in democrazia, ma questa dinamica che porta a votare chi urla di più, come fosse il televoto è quello che ha fatto declinare l’Italia. E’ un rischio mortale con la recessione e la guerra”.

“Il Pd ha ormai una pulsione populista fortissima, che non riesce a separare dal pezzo che ha cultura di governo. Questo equivoco nel Pd non si può più sciogliere. Andare da Taverna a Bonino non può funzionare, è un’altra situazione destinata a esplodere”, ha detto Calenda, in conferenza stampa al comitato elettorale del Terzo polo. “Si riaprirà il rapporto Pd-M5s, come lo stesso Bonaccini ha sostenuto – ha risposto -. Anche il 19% del Pd finirà nell’offerta populista e tanto più noi dovremo distinguerci”.

Ora è definitivo. Sergio Costa, Movimento 5 Stelle, vince la corsa all’uninominale nel collegio Napoli U02 che abbraccia i quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli, Soccavo, Posillipo, ma anche il centro storico, Chiaia e Mercato.

Ha ottenuto 67.936 voti pari al 39,7%. Clamorosa l’esclusione di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico che ha ottenuto 41.743 voti che rappresentano il 24,4. Terza, sostenuta dal centro destra, Maria Rosari Rossi con 38.515 voti, il 22,5. Quarta la ministra Mara Carfagna, 12.144 voti, il 7,1.

A febbraio 2018, durante la trasmissione televisiva ½ h in più di Lucia Annunziata, Luigi Di Maio, allora leader del Movimento 5 Stelle, fece proprio il nome di Costa, generale dei Carabinieri Forestali, come possibile ministro dell’Ambiente. Costa, 63 anni, ha ricoperto l’incarico nei governi Conte 1 e 2.

“Non ci sono se, ma o scuse da accampare. Abbiamo perso. Gli Italiani non hanno considerato abbastanza maturo e valido il nostro progetto politico. E su questo la nostra comunità dovrà aprire una riflessione”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non rieletto.

“Negli ultimi mesi abbiamo deciso di metterci in gioco, di proporre agli italiani un progetto politico nuovo, da far conoscere in pochissimo tempo. Il risultato non è stato quello che ci aspettavamo. Impegno Civico non sarà in Parlamento. Allo stesso modo, non ci sarò neanche io. Stanotte mi sono congratulato con Sergio Costa”

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